domenica 22 febbraio 2009

COACHING, QUESTO SCONOSCIUTO

Pubblico di seguito un articolo che ho realizzato per la rivista LiberoReporter dedicato al coaching. E' un'intervista "multipla" nella quale ad ogni domanda risponde un professionista diverso.
Buona lettura.

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Obiettivi per il futuro: chi ne ha qualcuno?
Chi di noi, se interrogato all’improvviso, può sfoggiare con una certa sicurezza quali siano i propri, senza zoppicare tra una risposta generica e l’altra come avere più soldi, un lavoro migliore o avere una casa più grande? Quanti, vivendo alla giornata, sentono trascorrere i propri giorni nutrendo in se l’amara sensazione di non combinare nulla, convivendo giorno dopo giorno con quella strana percezione latente di avere delle risorse nascoste che, se soltanto messe alla luce, potrebbero dare risultati straordinari? 

Bene, in termini estremamente semplici, potremmo definire il coach come colui che riesce a far questo, ossia, far emergere il meglio di noi. Nella fattispecie, il suo intervento è mirato a stimolare la crescita della persona, rispettandone unicità e caratteristiche individuali. Un professionista dello sviluppo personale. 
Il coaching non é altro che il metodo di cui si avvale il coach per ottenere questi risultati. Il metodo è nato negli States alla fine degli anni 80, ma solo da qualche anno è approdato in Italia ad uso prevalentemente aziendale, sebbene un po’ alla volta se ne percepiscono i benefici personali. Da metodo si è trasformato in vera e propria professione, benché non ancora regolamentata dal punto di vista legislativo, malgrado le numerose scuole di formazione che ogni anno foggiano nuovi coach professionisti. 
Tutto ciò, però, ha generato grande confusione sull’intera “disciplina” del coaching. 
Al fine di chiarire tali dubbi, abbiamo deciso di avvalerci della consulenza dei diretti interessati: i coach. 

Cos’è il coaching?
Risponde il Dr. Antonio Dondolini, Personal coach e Trainer di programmazione neuro linguistica

Il coaching è una attività attraverso la quale una persona viene assistita da un professionista nel suo percorso di crescita e sviluppo personale. Utilizza modelli e tecniche a ciò finalizzate e che si caratterizzano per la rapidità e l'efficacia del percorso che il cliente si trova ad affrontare. E nell'affrontare questo percorso il coaching, a differenza di altre discipline, si caratterizza, per un “approccio generativo o di arricchimento”. Piuttosto che andare a scavare sul passato della persona per risolvere le sue problematiche di vita, il coaching si concentra sul futuro e sul presente, per individuare i modi con i quali la persona possa arricchire la propria esistenza valorizzando le proprie capacità personali e le proprie peculiarità. Non si guarda cioè alle cose che non vanno nella persona ma, al contrario, si cerca di far esprimere al cliente le sue potenzialità sino a quel momento inespresse. Parafrasando i grandi studiosi della PNL le domande al quale il coach da risposta sono “Come posso migliorare la mia vita valorizzando quello che ho e che sono adesso? Quali nuove capacità posso sviluppare? Quali obiettivi posso pormi per migliorarla e quali sono le tappe per raggiungerli?” 

A chi è rivolto?
Risponde la Dott.ssa Erika Crispino Psicologa, Psicoterapeuta e Life Coach

È utile, in via preliminare, specificare che il processo di coaching si rivolge sempre a persone “sane” che vogliono migliorare qualche aspetto della propria vita o raggiungere specifici obiettivi. Il coaching non è quindi assimilabile ad una psicoterapia o ad una consulenza psicologica.
Chiunque può rivolgersi ad un coach. Al coach può affidarsi l’imprenditore, il libero professionista, l’impiegato, lo sportivo, l’artista, lo studente ma anche la casalinga o il disoccupato. Ciò che accomuna tutti coloro che decidono di affidarsi all’esperienza di un coach, è la voglia di raggiungere i propri obiettivi, di rendere concreto e raggiungibile un proprio desiderio, di affrontare cambiamenti significativi nella vita personale o professionale, di potenziare le proprie capacità di prendere decisioni soprattutto per affrontare le situazioni in modo diverso, nuovo e creativo, in modo positivo ed efficace.

Riguarda un solo ambito della vita di un individuo, o serve a migliorare più aspetti contemporaneamente?
Risponde Livio Sgarbi Master Coach e fondatore della scuola per coach Ekis

Aumentare l’autostima, la fiducia in se stessi, eliminare le convinzioni limitanti, superare i blocchi e le paure, comunicare meglio e riuscire a focalizzare meglio la propria mente (alcuni dei classici benefici del lavoro di coaching) aiutano un individuo ad esprimere l’eccellenza e a migliorarsi, a prescindere dal settore di interesse per cui si è deciso di usufruire di un coach. Business, sport e vita di tutti i giorni si mescolano e si “contaminano” sistematicamente, tanto che è quasi impossibile trattare temi professionali senza attingere dalla vita privata e viceversa.

Esiste una differenza tra coach e motivatore, o sono due modi diversi di definire la stessa figura?Risponde L’Ing. Giacomo De Candia, esperto di Peak Performance,formatore specializzato nell’area della Leadership.
Il coach aiuta il coachee a trovare in se i motivi e le risorse interne ed esterne per agire, successivamente, in modo autonomo. È,quindi, una risorsa a disposizione del coachee che mantiene un ruolo attivo. Il motivatore, di solito è un protagonista ed il motivato no perché “si fa motivare”.

Cos’è la PNL?
Risponde il Dr. Antonio Dondolini, Personal coach e Trainer di programmazione neuro linguistica

E' una disciplina nata negli anni '70 negli Stati Uniti dal lavoro di due studiosi, Richard Bandler e John Grinder. La PNL si prefigge, attraverso l'osservazione del comportamento umano, di individuare modelli, tecniche e strategie per permettere alle persone di esprimere al meglio la propria personalità attingendo a nuove risorse, aumentando le possibilità di scelta e diventando sempre più libere. In questo si differenzia da altre discipline che hanno la pretesa più o meno dichiarata di voler insegnare alle persone cosa fare, cosa è giusto per loro. La PNL, al contrario, insegna solo un metodo con il quale ogni persona possa trovare la sua strada, la sua verità e le proprie risposte. In questo senso, parafrasando Richard Bandler, la PNL è libertà. E, possiamo aggiungere, se non c'è libertà, se cioè ciò che facciamo non aumenta le nostre possibilità di scelta ma semplicemente sostituisce una scelta con un'altra; bene, allora non stiamo facendo PNL ma qualcos'altro

Il coaching si basa su di essa, o è solo uno degli strumenti usati dal Coach?
Risponde Alessandro Mora, Trainer in PNL e Personal coach
La volontà che sta alla base della PNL è quella di individuare le persone che ottengono risultati straordinari nei loro campi, capire come fanno, organizzare queste informazioni e, infine, renderle disponibili alle altre persone. E’ una sorta di banca dati pratica per l’eccellenza. Più che uno strumento credo che la PNL sia un atteggiamento: la volontà di scoprire cosa funziona e cosa permette di ottenere migliori risultati. 

Uno degli scopi del coach, forse il più importante, è fornire ad un individuo gli strumenti pratici per superare i propri limiti e raggiungere dei risultati concreti: come mai troviamo grandi difficoltà nel far questo?
Risponde Andrea Favaretto Senior Trainer e Head Coach di HRD Training Group

A mio avviso per diversi motivi:uno è la poca conoscenza della figura del coach, che spesso viene associato allo psicologo con tutte le resistenze del caso. Un altro è che spesso la credenza comune è “se fosse così facile allora lo farebbero tutti” e questo limita molto il lavoro del coach stesso. Un altro è la poca propensione a uscire da schemi di pensiero o comportamentali (zona di comfort), in pratica spesso le persone pretendono di ottenere risultati differenti continuando a comportarsi e a pensare come hanno sempre fatto. 

Il coach fornisce gli strumenti che servono all’individuo affinché raggiunga i propri obiettivi.Spesso, però, proprio questo è lo scalino più difficile da superare, in quanto, poche persone hanno le idee chiare su cosa vogliono fare. Il coach può aiutare ad individuare i propri obiettivi, o quello è un percorso che bisogna fare personalmente a priori?
Risponde Laura Quintarelli della Federazione Italiana Coach

La definizione degli obiettivi è lo step iniziale di qualsiasi percorso di coaching professionale. Anche quando il cliente ha degli obiettivi già chiari in partenza il coach lo aiuta nella verifica degli stessi.

Chi volesse rivolgersi ad un coach, e seguire un seminario individuale o di gruppo, come fa a capire la validità del professionista? Ci sono dei parametri che possono essere analizzati prima, tipo attestati o licenze?
Risponde L’Ing. Giacomo De Candia, esperto di Peak Performance,formatore specializzato nell’area della Leadership.

Gli attestati e le licenze sono utili perché sono indice di un percorso formativo ma a mio avviso non sono sufficienti poiché non garantiscono una pratica consolidata. Se dovessi scegliere un coach chiederei referenze ed una sessione di prova anche per vedere se tra noi esistano affinità.

Che percorso formativo deve intraprendere un aspirante Coach? Serve una preparazione di base specifica (es: tecnica,umanistica), o lo si può fare comunque?
Risponde Luca Stanchieri, responsabile didattico della Scuola Italiana di Life Coaching

Come Scuola Italiana di Life Coaching chiediamo perlomeno una laurea breve in discipline umanistiche. Il coach oltre ad essere dotato di intelligenza sociale e autenticità, deve essere una persona colta, capace di grande apertura mentale,e una vera e propria passione per le persone. Ma poi deve essere in grado di possedere la metodologia del coaching, quindi deve seguire un corso specialistico che gli insegni il “mestiere”.

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